domenica, ottobre 04, 2009

TRASLOCO

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postato da: Blackhair | 16:27 | commenti (1)

lunedì, settembre 07, 2009

RESTYLING

Lavori in corso!

postato da: Blackhair | 08:51 | commenti

mercoledì, luglio 29, 2009

KEIRA FOREVER





Ieri ho visto Domino, film del 2005 di Tony Scott, il fratello di Ridley Scott, quello che ha diretto Top Gun per capirci. Non c'era bisogno di sobbarcarsi due ore di intrighi tra cacciatori di taglie, mafiosi ed FBI per capire che il film era abbastanza brutto. Dal cast improbabile (Lucy Liu, Mickey Rourke, Christopher Walken, Mira Sorvino, Macy Gray...) che vede perfino Brian Austin Green e Ian Ziering nel ruolo di se stessi, alle avventure un po' troppo surreali, il tutto è un po' un susseguirsi di "uh come siamo ganzi e pazzerelli, ma in fondo anche un po' buoni" che scimmiotta il cinema macho alla Guy Ritchie, sparatorie e battute veloci e incisive (ma senza l'ironia alla Lock&Stock o Snatch) e il montaggio alla Ocean's Eleven, dove non si sa fino alla fine cosa davvero sia successo e i piani cambiano ad ogni minuto. In tutto questo scopiazzamento, ho salvato la fotografia, molto particolare, con i suoi scuri e i colori saturi, quasi bruciata e a volte sfocata e la protagonista: Domino/Keira Knightley.
 Intendiamoci Keira è per me sempre bellissima, con il suo viso perfetto, il corpo androgino e la voce profonda (per non parlare dell'accento inglese), ma siamo un po' troppo abituati a vederla con vestitoni pizzuti e boccoli o parrucche da damina. La Keira di Domino non solo è estrema nel suo look da sexy maschiaccio, ma è anche cattiva, violenta e un po' psicopatica e devo dire che in questo ruolo, per quanto forzato, mi è davvero piaciuta.
Aspetto le novità del 2010 per liberarla dall'immagine austeniana e romanzesca che ormai la perseguita.
postato da: Blackhair | 14:21 | commenti

giovedì, luglio 16, 2009

NEW WORK



Gemma Ward by Paolo Roversi - July 2009

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postato da: Blackhair | 08:45 | commenti (2)

martedì, luglio 14, 2009

BAD GIRLS GO EVERYWHERE



Ultimamente non si fa che parlare di Emma Watson. Chi? Ah sì "la maghetta secchiona di Harry Potter" come chioserebbero i giornalisti di Costume e Società. Eh sì, perchè effettivamente tutta la carriera della Watson si basa sul suo ruolo di Hermione Granger (aka "la maghetta secchiona di Harry Potter", come direbbero i giornalisti di Studio Aperto) e ora che esce Il Principe Mezzosangue, tutte le copertine delle riviste sono sue. Testimonial di Burberry e ora di Chanel, non si può dire che Emma non abbia buon gusto, è biondina, ha lo sguardo furbetto all'inglese, è intelligente quasi quanto il suo alter ego maghesco e ha pure annunciato che andrà all'università. E io che pensavo che gli attori nascessero imparati e l'università non gli servisse a nulla.
Tutto questo per dire che io no, nella lotta tra le nuove attrici diciottenni/diciannovenni/ventenni, io preferisco Kristen Stewart.



No ecco, non guardatemi come se fossi una delle fan "Bimbominkia" twilighters. Twilight non l'ho letto, l'ho visto e non mi è piaciuto con tutto quel voglioso ansimare, le inquadrature smarmellate e la fotografia digitalizzata (e comunque sono convita ci sia di peggio, ma dico, l'avete visto Una notte con Beth Cooper?), Edward/Robert Pattinson mi sa figo, ma non vorrei inseguirlo di notte per tutta Montepulciano e non mi vesto da battona gotica.
Kristen Stewart mi piace perchè è visibilmente imperfetta, nelle foto viene quasi sempre male, ha un occhio più grande e uno più piccolo e un'espressione non proprio da prima della classe. Pare infatti neanche abbia finito il liceo, per cui figurarsi l'università. Ma d'altra parte lei sì che era impegnata a guadagnarsi parti nei film e diciamo che ha fatto un po' di tutto da Panic Room, a Gioventù Violata all'orrido Il Bacio che Aspettavo (sì quello con Seth Coen di OC), e pure la parte di una ragazzina violentata da un compagno di classe  in Speak che le è valsa menzioni e critiche positive. Chiaro che si ritrova bene nella parte della ragazzina maschiaccio e problematica. Perchè Kristen Stewart ha quella faccia lì, lei la maghetta intelligente non la potrebbe mai fare, al massimo quella con i genitori divorziati e i disordini alimentari, quella sì che la farebbe bene. Più che ad Hogwarts lei starebbe al St Trinians e sarebbe la tipica studentessa fattona, con le t-shirt giganti e i capelli non proprio puliti.



Il film che me l'ha rivelata si chiama Adventureland di Greg Mottola, in cui neanche a dirlo la Stewart interpreta una ragazza con problemi in famiglia e che ha una storia con un uomo sposato.  Come al solito raccontato così sembra il cliché dei cliché, ma la storia di Adventureland è così delicata, così plausibile e  in alcuni momenti così sussurrata rispetto ai film urlati e sguaiati che siamo abituati a sorbirci, che il tutto diventa quasi nuovo e ti sorprendi a provare simpatia per i personaggi o a commuoverti o a ridere, quando magari non te l'aspettavi. Insomma qui Kristen Stewart ci piace un casino, come ci è piaciuto un casino il film, con il suo cast supernerd e il romanticismo alla Lou Reed. Finalmente un film di e per adolescenti che pensano, soffrono, crescono e si innamorano con un certo realismo e che le cheerleader dopo un po' lasciano che le salvi qualcun altro.
postato da: Blackhair | 11:03 | commenti (1)

domenica, luglio 12, 2009

TRAFFIC REPORT




Nick Cave's van???



Mmmm food



Nice dress



Total black



Green Converse



Death bag



Rizla girl



Waiting



Sleepy guy



Beer



Are we having fun yet?



Big faces



St. Vincent, preparing herself for the show




Audience



Finally, Nick Cave
postato da: Blackhair | 22:51 | commenti

giovedì, luglio 09, 2009

PEOPLE THERE AIN'T NO GOOD





Questa sera andiamo a vedere Nick Cave al Traffic.
Nonostante le ore di macchina, il lavoro (degli altri), la distanza, lo sciopero dei benzinai, la disoccupazione, Berlusconi e le cavallette noi andiamo a vedere Nick Cave.
Alla faccia di chi ci vuole male.
postato da: Blackhair | 11:36 | commenti

martedì, luglio 07, 2009

UNDER MY SKINS





Hannah Murray
non è famosissima da noi, anche perchè ha compiuto 18 anni da poco, ma io scommetto che presto si farà notare. Per ora resta la Cassie di Skins, serie tv inglese su un gruppo di adolescenti alle prese...con quelle cose lì degli adolescenti. Ho guardato praticamente tutta la prima serie che davano su Mtv tardissimo la domenica sera causa un paio di tette mostrate ogni tanto e le parole cattive cattive. Bè insomma, diciamo che non sono diventata propriamente un'appassionata della serie, è sempre mancato qualcosa, forse il poco contatto con la realtà (ma scusa Chuck o Heroes direte voi, vabbè è diverso lì si sospendono tutte le regole no?), nel senso che certi personaggi erano così assurdi e certe situazioni così grottesche che non sono riuscita ad affezionarmi ai personaggi. Tranne uno, quello di Cassie appunto, la ragazzina svampita e con i disordini alimentari (ma sempre trattati in maniera per quanto possibile ironica) e dal viso pulito. Spero che in qualche modo Hannah Murray si faccia strada perchè ha qualcosa che mi piace, qualcosa di davvero particolare e femminile, sembra una bambola con quei capelli spampanati biondi, ma una bambola diversa dalle altre, quella che sta da una parte e non nel mucchio.
In realtà Skins aveva diversi punti posivitivi, primo su tutti la fotografia, che rimandava un po' a quella delle riviste per i giovani indie esteti, la colonna sonora, sempre molto curata e mirata, e gli attori, tutti bravi e belli (più o meno). Chissà magari recupererò la seconda serie nella disperazione d'agosto, o magari invece deciderò di fare un corso di database, di excel, di cucina macrobiotica, di taglio e cucito. O forse deciderò di non fare proprio niente e continuare a postare foto di giovani promesse dello spettacolo. Enjoy!
postato da: Blackhair | 15:15 | commenti

venerdì, giugno 26, 2009

A SMALL BLUE THING





Stasera vado a vedere Suzanne Vega in concerto dopo tantissimo tempo. In realtà non è un vero e proprio concerto, infatti l'evento è "La Vertgine dell'invisibile" , al Teatro Dal Verme di Milano, e prevede una conferenza in cui si confronteranno Bernard-Henri Lévy, imprenditore, filosofo, giornalista francese e Claude Lanzmann, regista parigino (Shoah, Un vivo che passa...) sui diritti umani. Poi ci sarà il concerto di circa un'ora.
L'ultima volta che ho visto Suzanne Vega in concerto eravamo in una piazzetta, una piazzetta di una città come Cesena o Cesenatico, non ricordo bene, e lei alternava canzoni a poesie e l'atmosfera era quanto di più intimo ci possa essere. Ecco, la voce di Suzanne Vega è proprio così, intima, amichevolmente calda, così morbida che ti viene voglia di accarezzarla.
E i suoi testi, le parole, la sua capacità di descrivere il quotidiano e le piccole cose che colpiscono la sua attenzione ha dell'incredibile. Ancora ricordo un post scritto da Inkiostro dove analizzava, anzi no il termine "analizzare" è troppo freddo, dove raccontava interpretandola con riferimenti alle sue poesie e alla sua vita, la canzone Rosemary che si trova solo come inedito nei suoi best.
L'entusiasmo con cui Ink riporta le immagini del testo è esattamente quello che si prova di fronte a qualunque cazone di Suzanne Vega, da Small Blue Thing, in cui la cantante si vede come un piccolo oggetto di quelli che potrebbero decorare i nostri mobili, giocattolo nelle mani di lui, rotonda con la testa sulle ginocchia, posizione fetale a tutti noi familiare, alla semplicità di Stockings, per cui il limite tra l'amore e ll'amicizia si trova nella linea di confine tra le calze (dell'amica) e la sua pelle nuda, alla più celebre Solitude Standing, in cui la solitudine si fa personaggio, nera silhouette del tardo pomeriggio.
La forza di Suzanne Vega sta proprio nel suo sussurrare verità ed emozioni, mai volgare, mai urlatrice, forse per questo anche maggiormente ignorata da un pubblico che vuole sempre essere stupito e destabilizzato.
Per me rimane una delle mie cantautrici preferite di sempre e non vedo l'ora di ritrovarmi ad ascoltare nuovamente la sua voce e le sue parole. Enjoy!




"The Queen and the Soldier"
, "World before Columbus" - Suzanne Vega
postato da: Blackhair | 11:37 | commenti (2)

martedì, giugno 23, 2009

BORSE E MAGLIETTE!

Il disegno è sempre stato la mia passione. Prima ancora che capissi come mi stessero bene i sandali di Vic Matié e che preferisco il Mac al Pc, ero circondata dai fumetti americani di mio fratello e mio cugino e giù a ricopiare strafighe in tutina aderente con una preferenza verso gli X-men e lo stile dettagliato di Jim Lee e qualche anno più tardi di Gen13 e delle linee arrotondate di J. Scott Campbell. Poi sono arrivati i manga di Masakazu Katzura e le sue perfette mutandine e mi ero messa in testa di disegnare il mio manga personale con personaggi dai nomi quali Kakami e Masatsu, che effettivamente non so neanche se esistano in Giappone, ma ecco dicamo che suonavano giapponesi e per me era abbastanza.





A 18 anni ho finalmente smesso di copiare fumetti e ho scoperto il mondo dell'illustrazione, grazie al mio maestro, Giacinto Gaudenzi, un uomo meraviglioso di cui ho già parlato e di cui non mi stancherò mai di tessere le lodi. Giacinto mi ha insegnato a stendere il colore, che fosse tempera, acquerello o olio, mi ha insegnato a privilegiare un elemento nell'immagine rispetto ad un altro, mi ha insegnato che se vuoi dire qualcosa a volte è meglio nasconderla nel disegno, mi ha insegnato a comunicare tramite i miei lavori.





Grazie al sito di oggetti fatti a mano Etsy, ho trovato un ulteriore modo di utilizzare i miei disegni e poterli proporre al pubblico: farne borse e magliette e stampe in vendita. Una soddisfazione incredibile veder stampati e indossati i propri disegni. Davvero unica. Il sito è internazionale per cui in inglese (ho tradotto le descrizioni così che siano comprensibili a tutti) e con i prezzi in dollari ed è molto intuitivo e divertente. Si può navigare tra le diverse offerte degli artigiani che propongono giocattoli, abiti vintage, biglietti d'auguri e appunto t-shirt e borse, divisi in categorie "handmade" (oggetti fatti a mano), "vintage" (vestiti vintage rimessi a nuovo), "supplies" (materiali con cui realizzare i vostri oggetti), e con un clic acquistare il prodotto che preferite.
L'unico problema è la dipendenza da shopping online!
Forza, andate e annunciate la buona novella: il negozio di Blackhair è aperto!
postato da: Blackhair | 09:37 | commenti